La cura nascosta

La fantomatica cura nascosta per il cancro.

Già il titolo è tutto un programma, magari demenziale, ma certamente ricco di sostenitori in tutti gli ambienti in cui il denominatore comune é il complotto.

Sì, perché i patiti del complotto non si fermano ad uno solo, ma si innamorano di tutte le teorie complottistiche che incontrano.

Oggi, qui, ci limitiamo al complotto di Big Pharma per tenere celata la cura per il cancro (scoperta da parecchi decenni, o addirittura secoli, a seconda delle “fonti”) allo scopo di arricchirsi vendendo chemioterapia inutile e dannosa.

Perché mai l’industria del farmaco dovrebbe nascondere delle cure? Naturalmente per arricchirsi vendendo una falsa cura (la chemioterapia) che invece fa ammalare e morire la gente.

L’immagine del cattivo capitalista che travolge deboli e bambini è quella che piace tanto a chi è affezionato alle teorie dei complotti ma, benché le persone senza scrupoli esistano, in questo caso al capitalista converrebbe vendere la cura (se esistesse), e ora spieghiamo il perché.

In fondo a questa pagina abbiamo riportato la tabella dei primi 100 farmaci più venduti negli Stati Uniti (in 12 mesi tra il 2013 e il 2014), in termini di ricavo annuale.

Basta un’occhiata per vedere che i farmaci chemioterapici sono in fondo alla lista, non in cima, e già questo sfata il mito della cura nascosta e mette in evidenza che non è il cancro a far arricchire Big Pharma, ma tutte le malattie.

Ma facciamo un po’ di conti.

Immaginiamo “il Capitalista” (che possiede azioni delle case farmaceutiche e delle altre industrie redditizie nel mondo), che nasconde “la Cura”.

In un anno intasca (negli USA, tra i primi cento farmaci) 24 miliardi di dollari (mld$), una bella cifra, che va almeno dimezzata, per via di tasse e costi di produzione e ricerca, e a cui devono togliere i costi per corrompere centinaia di migliaia di medici e ricercatori e altro personale coinvolto nelle cure oncologiche, tra cui giornalisti e professori universitari.

Mediamente direi questa gente abbia uno stipendio piuttosto elevato, quindi chiediamoci quanto servirebbe per convincerli a lasciar morire gli ammalati, inclusi se stessi e i familiari.

Mettiamo in caso che voi siate un oncologo e guadagniate 10.000 dollari al mese, sareste disposti a lasciar morire i vostri cari per 1.000 dollari in più? Non credo, e nemmeno per 2.000 0 3.000. E già con questo abbiamo dimostrato che non ci sono abbastanza soldi per un complotto di queste dimensioni.

Allora bisogna ricorrere ad altre spiegazioni, come l’altra teoria che li vuole tutti imbecilli plagiati da anni di lavaggio del cervello (università), ma anche qui incontriamo alcune difficoltà.

Prima di tutto se Big Pharma avesse un tale potere di annullare la capacità di ragionare ad una massa così grande di soggetti, non avrebbe bisogno di intermediari ma fonderebbe una setta religiosa per farsi donare le ricchezze degli adepti, magari salvandoli dal cancro con la cura segreta e assicurandosi una buona fetta dei loro guadagni per tutta la vita.

Secondo, il costo per questi condizionamenti, aggiunto a quelli necessari per il mantenimento di un rincoglionimento perenne dei dottori (che poi l’oncologo dall’aria rincoglionita non mi pare frequente), insieme con con il costo di corruttela necessario a coprire tutto il pacchetto, renderebbe poco remunerativo il progetto.

Ma naturalmente non finisce qui. Bisogna ancora analizzare un altro fattore: i mancati guadagni.

“il Capitalista”, per intascare i soldi delle chemio per un singolo anno, o al massimo due, deve rinunciare ad intascare i guadagni che derivano dai farmaci più remunerativi, quelli in cima alla lista, che sono legati alla sopravvivenza della popolazione.

Chi muore non invecchia, mentre chi invecchia va incontro alla necessità di tantissimi farmaci per un periodo almeno 10 volte più lungo.

Ma non è ridotta a questo la poca convenienza del non curare i malati.

“il Capitalista” non si limita mai ad un singolo campo di investimenti, quindi ha interessi in tanti settori che hanno bisogno di gente sana che lavora e che spende, e che così gli riempie le tasche.

Pensiamo a che cosa rinuncia un malato che poi muore:

Automobili.
Edilizia.
Viaggi.
Alberghi.
Giochi.
Ristoranti.
Abbigliamento.
Cosmesi.
Cura del corpo.
Sesso.
Fitness.
Petrolio.
Elettronica.
Alcolici.
Tabacchi.
Cinema.
Case di riposo.
E tutto quello che vi viene in mente.

Allora, pensate ancora che “il Capitalista” abbia più convenienza a farci morire?

Non scordiamoci poi che ci sono in ballo altri giganteschi poteri che girano attorno alla questione. Una su tutti: non pensate che le assicurazioni sanitarie possano essere interessate ad avere la gente sana?

Beh, l’irriducibile complottaro non manca mai e dirà che il malato spende tutti i suoi averi pur di curarsi, ma a questo genietto dell’economia possiamo ricordare che i risparmi durano poco e vengono usati una sola volta. Chi vive felice spende con la famiglia e continua a produrre per spendere di nuovo. Un morto no!

 

La lista la potete trovare qui.

 

 

 

 

Questa è la descrizione dei farmaci.

verde= correlato ai tumori ma non chemio,
rosso= cura del tumore,
blu= cura del tumore ma somatostatina (MDB ? ),
nero grassetto= vaccino

 

Top drugs 1-50

Top drugs 1-50

top drugs 51-100

top drugs 51-100

 

Luglio 2015 by Seriously.

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