Estratto intervista Empiriko

Siamo di nuovo qui nel tentativo di fare chiarezza su quella che è la reale situazione della tecnologia a disposizione della ricerca biomedica.
Tutte le discussioni che coinvolgono gli animalisti, mostrano un incredibile livello di convinzione da parte loro. Credono davvero che i ricercatori siano degli assassini, dei sadici maiali, che adorano alzarsi la mattina, correre in laboratorio e fare pezzettini di animali. E per togliersi questa soddisfazione sono andati a scuola fino a 25 anni, e adesso lavorano 12 ore al giorno, negli antri sotterranei nascosti sotto le università, per  800 euro al mese.
Qualsiasi persona normale, nel sentire qualcuno che ti racconta una scemenza simile tenderebbe a ridere in faccia all’interlocutore. Gli animalisti invece no, quando i grandi santoni che raccolgono le loro donazioni, raccontano delle assurdità simili, loro ci credono, credono veramente che tutto il mondo della ricerca sia corrotto dalle case farmaceutiche e che solamente loro, illuminati dal Messia di turno, conoscano la verità.
In realtà non sanno niente, si bevono solamente il dolce calice delle frottole, la poca verità che gli viene raccontata viene continuamente travisata e piegata al proprio utile,  e come crociati nel medioevo, corrono alla guerra santa convinti di essere dalla parte di Dio. I crociati di oggi, così come i crociati di allora, si sentono insufflati dallo spirito divino mentre, in realtà, combattono solo per riempirgli le tasche.
Non esistono i perfidi poteri occulti,  che deviano le menti dei giovani studenti per assoggettarli al proprio volere. Le case farmaceutiche non hanno nessun interesse a mantenere la sperimentazione animale. I ricercatori non hanno nessun interesse nell’usare gli animali piuttosto che un altro metodo più efficace e più veloce. Quelli che raccolgono le donazioni di queste orde di fanatici, hanno tutto l’interesse a far credere che il mondo della ricerca sia marcio e da combattere perché non c’è niente che leghi quanto un nemico comune (anche se finto).

Quello che segue è l’estratto di una lunga intervista fatta all’amministratore delegato della Empiriko, importante azienda statunitense all’avanguardia nei metodi alternativi, produttrice di un innovativo fegato artificiale.

Lo scopo di questa intervista era anche quello di scoprire che cosa ci sia di vero nelle accuse degli animalisti nei confronti delle case farmaceutiche, e che cosa ci sia di vero nell’affermazione che la scienza e la tecnologia sono già in grado di sostituire la sperimentazione animale con metodi alternativi.

Questo è solamente un estratto, l’intervista completa, in inglese, la potete leggere qui.

(In rosso  c’è la semplificazione per chi fa tanta, tanta fatica a comprendere  e accettare la realtà.)

Q. 
Può confermare che lo sviluppo dei metodi alternativi è un interesse primario dell’industria farmaceutica? [per favore, spieghi chiaramente e con parole sue, perché non voglio forzare una mia interpretazione di comodo come spesso fanno i giornalisti.
A.
l’industria farmaceutica odierna affronta pressioni tremende sia sul piano della competitività che finanziarie, per scoprire farmaci nuovi e più sicuri, più rapidamente e con un costo minore, oltre alla pressione dei regolamenti che spingono verso la riduzione della sperimentazione animale.

Sì, le aziende farmaceutiche sono interessate ed investono pesantemente nei metodi alternativi per testare i farmaci, per appurarne sicurezza e tossicità, senza utilizzo degli animali. (…)
La sperimentazione animale è lenta e costosa e 
spinge l’industria nella ricerca dei metodi alternativi.

 

(Significa che Big Pharma paga fior di soldoni per sviluppare metodi alternativi)

Q. 

È corretto dire che in diversi passi nello sviluppo dei metodi alternativi la sperimentazione animale è ancora una necessità per confrontare i risultati/osservazioni?
A.
Attualmente non è possibile eliminare del tutto la sperimentazione animale per testare i farmaci. I metodi alternativi oggi disponibili non riproducono le necessarie condizioni genetiche, di età, sesso, stato nutrizionale, e situazioni patologiche/tossicologiche che influenzano il metabolismo dei farmaci.

Di recente l’industria ha iniziato ad usare metodi alternativi anche prima della loro validazione, prima di arrivare alla fase in vivo. In questo modo si sta già riducendo l’uso degli animali e crediamo che la tecnologia Empiriko potrà aumentare questa riduzione e accelerare il processo di sviluppo dei farmaci.

(Anche loro affermano che non si può ancora fare a meno della sperimentazione animale. Implicitamente, lo spiego per i più timidi, significa anche che gli scienziati che producono I metodi alternativi, riconoscono che la sperimentazione animale è tutt’altro che inutile.)

Q. 
È corretto dire che per questo ci vorrà del tempo?
A.
I metodi alternativi continuano ad essere sviluppati e implementati, comprese le soluzioni multidimensionali che includono i modelli in silico, apparecchiature robotiche, sistemi biologici e sistemi chimici. Inoltre, come già detto prima, la sperimentazione animale verrà ulteriormente ridotta sotto la spinta delle attuali regolamentazioni e man mano che i metodi alternativi diventeranno disponibili.
Q.
Lei pensa che ci siano dei poteri oscuri o nascosti o semplicemente cattivi, che cercano di rallentarvi (questa idea che comune ad almeno un terzo degli italiani), o magari c’è troppa burocrazia?
A.
No, nella nostra esperienza non abbiamo incontrato nessun potere perverso o burocratico che ci abbia rallentati. Abbiamo avuto un positivo riscontro dall’industria farmaceutica, dai nostri partners e dai media. come in ogni nuova tecnologial’adozione di questi mezzi ha bisogno di una specifica educazione dei potenziali clienti e investitori, e necessita della validazione mediante studi mirati e altri metodi. Questo è quello che stiamo facendo.

(Capisco la disperazione degli amanti del complotto, però no, non c’è nessuno che complotta per mantenere la sperimentazione animale. Tutti vogliono i metodi alternativi, i complotti esistono soltanto nella testa dei complottari.)

Q.
Che cosa direbbe per convincere la gente che vuole chiudere i laboratori che utilizzano la sperimentazione animale, per invitarli ad essere pazienti e aspettare che siano disponibili i metodi alternativi?
A.
Vorrei enfatizzare ai gruppi animalisti che la loro missione è estremamente importante e che noi appoggiamo la loro compassione per gli animali.
Comunque, vorrei chiedere loro di aiutare a sviluppare questi metodi alternativi, efficaci, scalabili, adatti per sviluppare con confidenza farmaci per umani e per animali. Apprezzerei le loro idee il supporto e gli investimenti per rafforzare i metodi alternativi. Nessuno dovrebbe dimenticare che le medicine hanno significativamente aumentato l’aspettativa di vita e la stessa qualità di vita, sia per umani che per animali. La scienza può trarre ulteriori vantaggi rimpiazzando la sperimentazione animale, se tutti quanti lavoriamo insieme. Noi siamo aperti ad incontrare i gruppi animalisti e vorremmo cercare il loro aiuto per sviluppare la nostra tecnologia, allo scopo di ridurre ulteriormente e rimpiazzare la sperimentazione animale.

(Cari animalisti, lo capite che voi potreste fare un ottimo lavoro, aiutando la ricerca invece che continuare a strapparvi le vesti lottando contro i mulini a vento? A forza di dare retta ai vostri pifferai magici, voi state facendo del male agli umani e agli animali.)

 

Chi è Pam Randawa ?

È amministratore delegato e fondatrice dell’azienda Empiriko, produttrice di metodi alternativi in vitro ed ex vivo, con sede a Newton nei pressi di Boston.
La Empiriko è ultimamente sorta alla ribalta con l’annuncio della produzione del fegato artificiale, basato su tessuto umano, che permetterà di ridurre il numero degli animali necessario nella ricerca.

picture_Randhawa

Pam Randhawa has over 15 years of experience in the healthcare and life sciences industries. Having worked in strategy, product management, analytics, consulting and marketing, her specialized knowledge of market analysis, strategic planning, business development and product management enables her to successfully guide new product evolution and strategic development.

Most recently, Ms. Randhawa served as VP of Strategic Development at Sermo, where she was responsible for identifying and developing new markets in the areas of clinical development, analytics and international expansion. Before joining Sermo, she served as VP of Global Marketing at Phase Forward (acquired by Oracle), a leader in Electronic Data Capture, Management and Safety, where she was responsible for the planning and execution of the company’s global marketing strategy. Previously, Ms. Randhawa held senior roles at McKesson Corporation where she effectively leveraged healthcare longitudinal data to advise managed care companies in assessing the effectiveness of various therapies, reducing healthcare costs, and ensuring the quality of care provided to healthcare plan members. She also served as an independent consultant to the State of Ohio, Department of Health, where she led a statewide taskforce for the Health Status of Ohioans for the State Health Plan.

Ms. Randhawa is also a co-founder of AgroGreen Biofuels, an alternative biofuels technology company that produces alkanols (ethanol, butanol, octanol) from plant waste and MedSilico, a healthcare technology company. She also serves on several Advisory Boards. Ms. Randhawa holds a Bachelors Degree in economics from the University of Rajasthan, India, and a Masters Degree in public management from Carnegie-Mellon University.

 

http://www.empiriko.com

 

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