Un capolavoro di demagogia

Gira per la rete uno scritto osannato e condiviso come se fosse un nuovo vangelo, ecco come viene accolto tale capolavoro!

 

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Vale la pena di fare le pulci alle parole di questo nuovo apostolo, perché rappresenta perfettamente l’intellettuale animalista, cioè una serie di affermazioni e domande, che si nutrono di convinzioni radicali del tutto impermeabili ai fatti e alle risposte concrete.

Quando la filosofia interpreta la scienza spesso si chiama demagogia.

Come di consueto, in rosso le bugie e le mistificazioni, e [in blu, tra le parentesi quadre, la risposta e le osservazioni] espresse in parole povere.

 

Di Clarissa XXX  [professione filosofo]

La ricerca che ricorre a test su animali è finanziata dallo Stato, dai privati e dalle “nostre tasse”. Effettuano vivisezione case chimico-farmaceutiche, Istituti di ricerca, università, ospedali, enti spaziali e militari nei quattro angoli del pianeta.

 [Tutte queste entità (militari a parte, di cui si sa sempre poco) hanno tutto da perdere se stressano gli animali (i risultati sarebbero falsati), per questo la vivisezione non viene praticata da decenni, quindi una crociata contro la vivisezione ha il senso di una crociata contro la guerra d’Abissinia.]

 

Si stima che nei laboratori vengano sacrificati, ogni anno, dai 300 a 400 milioni di animali di ogni specie.

 [Questa è una vera invenzione, in quanto il “si stima” vale quanto  il “mo’ me lo invento io”.

“In Italia vengono utilizzati nei laboratori di vivisezione quasi 900.000 animali ogni singolo anno, per un totale di 12 milioni in Europa e 100 milioni in tutto il mondo” (tratto da una pagina animalista che almeno le tabelle le usa correttamente), quindi la partenza è già lontana dalla verità.
Dopo la partenza bisogna considerare i tipi di test perché, specie nella ricerca di base, tanti animali vivono più di un anno in laboratorio (mentre i topi che eliminiamo con le derattizzazioni, diciamo centinaia di milioni all’anno in Italia, vivono in media pochi mesi.), quindi verranno contati anche l’anno successivo, mentre si tratta dei medesimi. Ci sono studi che si sviluppano per anni sempre con le stesse scimmie. ]

 

I numeri reali degli animali su cui vengono effettuati i test, nel triennio 2007/2009. Si nota il calo costante.

I numeri reali degli animali su cui vengono effettuati i test, nel triennio 2007/2009. Si nota il calo costante.

 

La legge e le normative vigenti rendono obbligatorio testare su animali tutti i farmaci e le sostanze prima che questi siano commercializzabili.

[Questo è vero, chi vorrebbe prendere un farmaco contro la nausea e poi far nascere un bimbo senza braccia e gambe, perché i test non erano stati fatti su animali gravidi? Con la Talidomide accadde proprio questo, e da allora questi test sono obbligatori.]

Circa il 30% dei test effettuati riguarda la medicina, [ricerca applicata alla medicina umana] e il restante 70% concerne la sperimentazione per prodotti cosmetici, bellici, chimici. Per il settore chimico basti pensare che si ricorre a vivisezione perché possano essere immessi nel mercato detersivi, colle, sigarette, coloranti artificiali, additivi alimentari, tinture per tessuti, fertilizzanti, inchiostri, lucidi per scarpe, vernici, prodotti per la pulizia e l’igiene personale, prodotti per la casa, per le stoviglie e per i capi d’abbigliamento ecc. L’elenco sarebbe infinito,

[Se questo fosse il modo per dire che la legge impone che tutto quello che viene in contatto con noi deve essere testato, andrebbe bene, ma il senso (neanche tanto) recondito della frase è che la maggior parte dei test viene fatta per sport, perché i ricercatori si svegliano la mattina con le mani di Edward Manidiforbice e non vedono l’ora di correre a tagliuzzare animaletti innocenti e indifesi (come se il bambino con la leucemia fosse un incallito criminale e non meritasse di essere curato).

In realtà la maggior parte della ricerca è quella di base, cioè quella che serve ad acquisire le conoscenze per passare poi alla ricerca applicata, inclusa (senti senti) la ricerca dei metodi alternativi (già, non crescono come i pomidoro).

Quindi, come si vede, ben il 90% della ricerca con animali è indirizzato all’uomo, mentre solo l’8% era dedicato ai test di sicurezza dell’industria. E faccio notare che per la cosmesi e affini i test su animali sono proibiti in tutta Europa.]

Questi sono gli scopi per cui vengono fatti i test.

Questi sono gli scopi per cui vengono fatti i test.

 

ma non si può non menzionare anche il cibo (umido e croccantini) che acquistiamo per i nostri animali domestici.

[Ma già, non ci avevate pensato vero, che è anche per la salute dei nostri teneri pelosetti?]

gatto che strizza l'occhio

 

Si effettua sperimentazione animale/vivisezione nelle facoltà scientifiche in virtù di supposte [i numeri si “stimano”, le esercitazioni chirurgiche si “suppongono”] ragioni didattiche e dimostrative, benché esista (almeno sulla carta) una legge che consenta agli studenti di invocare legittimamente l’obiezione di coscienza [Già, il chirurgo che tutti desideriamo avere. 😉 ].

[C’è un vecchio proverbio cinese che dice: “Se non vuoi essere il primo animale ad essere operato dal tuo chirurgo, lascia che il tuo chirurgo operi prima un animale”. Però, magari, qualcuno sarebbe felice di adagiarsi sul tavolo operatorio con la scatola dell’allegro chirurgo lì vicino. 😉 ]

 

 

Un recente rapporto redatto da una nota associazione animalista italiana che opera sull’intero territorio ha fotografato la situazione nel nostro Paese. Circa 550 strutture sono autorizzate a testare su oltre 900 mila animali, con un sensibile incremento delle sperimentazioni cosiddette in deroga pari al 20% del numero complessivo.

[La storia delle procedure in deroga va anche spiegata. Se ad un animale debbo impiantare degli elettrodi nel cervello, ad esempio come si fa nella cura del Parkinson, per la riuscita della procedura e per il bene dell’animale, non si usa l’anestesia generale, così da poter tenere sotto controllo ogni movimento, perché non si facciano danni al paziente, esattamente come si fa con gli umani. Per poter procedere, occorre ottenere una deroga, proprio perché il comitato etico/scientifico predisposto a tali controlli deve accertarsi della opportunità di tale scelta.
Inoltre, capita spesso che il tipo di intervento sull’animale sia meno invasivo o fastidioso dell’anestesia stessa, ed ecco di nuovo, la necessità di deroga.

Insomma, in deroga non significa: “che bello, oggi giochiamo a chi fa strillare gli animali più forte”, questa è un’evocazione da pazzi visionari  che piace tanto a chi vuole che la gente ragioni con il cuore e non con il cervello.]

Operazione al cervello. Il paziente è sveglio e suona il violino per permettere un controllo di precisione nell'inserimento degli elettrodi. Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=M_fjiEOb40M

Operazione al cervello. Il paziente è sveglio e suona il violino per permettere un controllo di precisione nell’inserimento degli elettrodi.
Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=M_fjiEOb40M

 

 

Le cifre fornite sono solo approssimative, giacché è estremamente complesso approdare a stime reali data la totale assenza di chiarezza informativa sugli animali effettivamente impiegati a fini vivisettori.

[Come si vede è tutto scritto nero su bianco, sulla Gazzetta Ufficiale così come si trova in tutti i siti animalisti,  però fa comodo dire che non ci sono, per potersi inventare i numeri]

 

 

È stato ampiamente dimostrato che la sperimentazione animale, oltre ad essere una pratica di inaudita crudeltà [Questa era la vivisezione di 50/100 anni fa], <è totalmente inaffidabile

[Totalmente inaffidabile? basta leggere qui per vedere come funziona.
In questa ricerca si fa uso dei topi transgenici, creati proprio per avere dei modelli particolari, adatti allo studio di malattie genetiche e malattie rare, con i quali, approfittando della loro ridotta longevità, si possono avere indizi importanti sulle aspettative e sui rischi delle terapie geniche, prima di tentarle sui bambini.
Che alcuni modelli in tossicologia siano, singolarmente, poco predittivi è vero, per questo si usano modelli diversi per ridurre i rischi per i volontari umani.
Ma gli animali sono gli unici modelli compatibili per la ricerca, anche per la ricerca dei metodi alternativi.] e non è mai stata validata scientificamente> [Questa affermazione è meravigliosa, perché, primo, non si validerebbe mai una pratica ampia come la SA nel suo insieme, ma solo modello per modello, test per test (sarebbe come omologare l’automobile, cosa insensata; viene omologato un determinato modello per un determinato uso e in un determinato paese).
Secondo, per poter validare un test su animali bisognerebbe svolgere lo stesso test sugli umani e poi confrontarlo.

“Per favore … mi rivolgo alle volontarie laggiù in fondo, so che siete tante a voler essere ingravidate per validare il modello per la teratogenicità, però non spingete.”
Serve un altro esempio per capire quanto imbecille sia questa pretesa di validazione?]

 

Come frequentemente gli antivivisezionisti hanno sottolineato con rigore e serietà, [gli esempi di rigore e serietà li abbiamo appena visti più sopra.] e supportati da una letteratura corposa e poderosa che non è mai stata smentita (dati e prove alla mano) dai fautori della cosiddetta s.a., ciò che può risultare assolutamente innocuo per un animale può rivelarsi (e con troppa frequenza è quanto accade) tossico (a vari livelli) per l’uomo.
I test di tossicità effettuati su varie specie di esseri senzienti non umani producono molto spesso risultati differenti. Su quali basi i ricercatori valutano di mettere in risalto alcuni risultati/dati raggiunti e di scartarne altri?

[Il percorso di approvazione di un farmaco è così lungo, dopo che tutti i metodi alternativi a disposizione hanno approvato il farmaco al passaggio successivo, si testa ancora sugli animali, valutando i risultati non solo come bianco o nero, ma con tutte le considerazioni che derivano dalla lunga esperienza. Le risposte diverse dei diversi modelli non sono inaspettate. Se un coniglio ha il gene x attivo e il topo non ce l’ha, una certa molecola dà reazioni diverse, ed entrambe vengono considerate, perché gli umani possono avere quel gene x attivo oppure no, a seconda dei soggetti e del patrimonio genetico ereditato, e quindi testando su conigli e su topi si scoprono indizi su cosa aspettarsi sull’uomo, in entrambi i casi di stato del gene x.
Ecco perché i bugiardini sembrano contraddittori; in realtà servono a 7.000.000.000 di persone che avranno almeno 7.000  reazioni  diverse alla stessa molecola, in base a sesso, età, differenze genetiche, patologie, ambiente, lavoro, alimentazione, stress, ecc.

Un farmaco che arriva alla sperimentazione clinica non è un farmaco che ha superato tutti i test sugli animali, ma è un farmaco che si ritiene che valga la pena valutare, con prudenza, dopo aver visto, nel limite del possibile, quali sono i rischi per l’uomo.]

A questa domanda gli antivivisezionisti da troppo tempo attendono una risposta precisa da coloro che testano sugli animali.

[No, è che la rifiutano perché non è in linea con la loro dottrina.]

È lecito e legittimo, in assenza di relazioni documentate e documentabili, supporre e temere che siano esaltati solo quegli obbiettivi da cui possono trarre un chiaro vantaggio in termini di vendita, guadagni e di profitti i settori farmaceutici, chimici ed alimentari?

[Poteva mancare un  onnipresente tocco di  sano complottismo ? 🙂 ]

roll

Resta quale dato oggettivo che gli studi condotti su animali non si basano su alcun presupposto predittivo e scientifico. In altre parole, non sono metodi validati i cui dati raccolti su esseri non umani possano in alcun modo essere applicati all’uomo.

 [Piccola lista di Premi Nobel conquistati basando le ricerche su questo metodo “senza alcun presupposto predittivo e scientifico”.

1905 – indagini sul contagio della tubercolosi e sul suo trattamento
1906 – studi sulla struttura del sistema nervoso
1907 – scoperta del ruolo dei protozoi nel provocare malattie
1908 – studi sull’immunità dalle malattie infettive
1928 – studi sul tifo
1929 – scoperta delle vitamine antinevritiche
1939 – scoperta degli effetti antibatterici del “Prontosil”
1945 – Scoperta della penicillina e dei suoi effetti curativi
1951 – scoperta della cura e delle cause della “febbre gialla”
1952 – scoperta della streptomicina, primo antibiotico efficace sulla tubercolosi
1954 – scoperta della possibilità del virus polio di crescere in coltura
1960 – scoperta della tolleranza immunologica acquisita
1970 – scoperta dei neurotrasmettitori
1974 – scoperte sulla struttura e sull’organizzazione delle cellule
1975 – scoperta sulle interazioni fra virus tumorali e il materiale genetico della cellula
1977 – scoperta degli ormoni proteici dell’encefalo
1984 – scoperta del principio di produzione per anticorpi monoclonali
1986 – scoperta del fattore di crescita nervoso (R.L. Montalcini) ed epidermico
1990 – scoperte sul trapianto di organi e cellule nel trattamento delle patologie
1992 – scoperta della fosforilazione reversibile delle proteine come meccanismo regolativo
1996 – scoperta sulla specificità dell’immunità cellulo-mediata
1997 – scoperta dei prioni
1999 – scoperta dell’esistenza dei segnali intrinseci delle proteine
2000 – scoperte sulla trasduzione del segnale nel sistema nervoso
2004 – scoperte nel campo dei recettori olfattivi e nell’organizzazione del sistema olfattivo
2008 – scoperte della correlazione fra papillomavirus e cancro alla cervice
2010 – sviluppo della fecondazione in vitro
2011 – scoperte sulla attivazione della immunità innata
2012 – scoperte sulla “riprogrammazione” di cellule mature in cellule pluripotenti
2013 – scoperte sui meccanismi di regolazione del traffico vescicolare

E ripeto il link alla storia di una terapia genica d’avanguardia descritta da uno di ricercatori coinvolti.]

 

 

In conclusione, ecco in un brutale elenco le cifre (in difetto per le sopramenzionate ragioni) di questo scempio a-scientifico:

400 milioni: gli animali soggetti a vivisezione/sperimentazione animale ogni anno. [Cifra inventata]

1 milione: gli animali impiegati per tale pratica in Italia in un anno. [Arrotondato includendo i gatti alimentati con la dieta vegana?]

3 mila: gli animali usati per i test ogni giorno in Italia. [Però, aumentano ad ogni passaggio!]

3 secondi: tempo stimato per approssimazione in cui un animale viene impiegato a fini vivisettori nei laboratori europei (circa 20 animali ogni ora, per un totale di circa 500 in 24 ore). [Questo è il più bello! È come dire che i ricercatori fanno a gara ad ammazzare gli animali il più in fretta possibile. Si prende un topino e, tempo tre secondi, l’hanno già bello ammazzato!
E la ricerca? Ma quando mai questi cantaballe si interessano di ricerca?]

doppio roll

 

Non si conoscono dati certi sugli animali transgenici utilizzati.

[Forse li confondono con i transgender  🙂 e non sanno che i transgenici sono comunque animali e quindi sono già conteggiati nelle tabelle.]

 

 

Esistono metodi alternativi già validati. Il centro che, a livello europeo, si occupa di validare le metodiche che non ricorrano ad animali è l’European Centre for the Validation of Alternative Methods (più noto con la sigla ECVAM), la cui sede si trova ad Ispra, in provincia di Varese.
Per validare un metodo che non ricorra ad esseri senzienti non umani occorre un periodo di tempo spropositato: addirittura fino a 10 anni. Per questo, a tutt’oggi, diverse metodiche alternative non sono state ancora rese disponibili.

[E già, non immaginano nemmeno che nella realtà i laboratori utilizzino i metodi alternativi, nelle fasi di screening, anche prima che siano validati normativamente, e che proprio questo faccia parte della procedura di validazione scientifica, che precede quella normativa.]

Boicottaggio? [Come no? Agli industriali piace buttar via soldi, mica risparmiarli! Stiamo ancora aspettando un “nobel” dell’economia che ci spieghi come guadagnare di più aumentando le spese improduttive.] Forse. Di certo, una simile lungaggine non ha alcun senso se è (e fosse) vero che il fine ultimo è solo la tutela e la salvaguardia della salute pubblica. [Poteva mancare un altro accenno al complotto?]

I metodi alternativi/sostitutivi offrono numerosi vantaggi. Sono decisamente più economici, più rapidi e, soprattutto, sicuri.Tuttavia, resta indubbio ed evidente che l’intero sistema si fonda sulla vivisezione e che i suoi promotori (capeggiati dal professor Silvio Garattini, padre della s.a. italiana, nonché direttore dell’Istituto “Mario Negri” di Milano, uno degli enti che maggiormente ricorre alla pratica vivisettoria nel nostro Paese)

[Lo spazio dedicato allo stabulario al Mario Negri, è il 13% del complesso, nel restante 87% si praticano solo metodi alternativi. Ecco, tra l’altro un’introduzione ad uno dei metodi alternativi non validati, usati e promossi dal Mario Negri con un convegno atto proprio a diffonderlo.]

Manifesto del convegno di presentazione del metodo QSAR al Mario Negri di Milano

Manifesto del convegno di presentazione del metodo QSAR al Mario Negri di Milano

[Visto che sorpresa? Un metodo alternativo sponsorizzato dalla Nestlè! Ma non li boicottava?]

non solo la difendono strenuamente come adepti ciechi di un rito sacro, ma neppure sono disposti – come sarebbero doverosamente tenuti a fare se fossero veri scienziati – ad un confronto con coloro che sono contrari, in primis per ragioni scientifiche, ai loro assunti indimostrati ed indimostrabili. È un invito che è stato rivolto loro più volte. Ciononostante, invece di accettarlo per sbatterci in faccia l’oggettività scientifica del loro operare, hanno sempre accuratamente evitato di incontrare gli antivivisezionisti, trincerandosi dietro dichiarazioni di comodo che evidenziano solo la consapevolezza che ogni loro assunto non è confortato da alcun criterio scientifico. Appare intenzionalmente fuorviante la volontà di dipingere gli antivivisezionisti come personaggi incompetenti, che ragionano di “pancia” e solo in virtù di mere questioni etiche e che sono il male peggiore di questo Paese.

[L’ultima cosa che dobbiamo sforzarci di fare è presentare gli antivivisezionisti come incompetenti. Questo è totalmente superfluo!, e sul “ragionamento di pancia”, questa raccolta di sciocchezze suggerisce un organo diverso, che… No! Non sta più in alto della pancia.]

E, poi, i talebani estremisti saremmo noi antivivisezionisti! 

[Ma no, che dici? Non fare la vittima! Hai appena dimostrato che tutti i padri della medicina e i premi nobel sono dei mentecatti, pensa che anche il trapianto di cuore l’hanno imparato sull’allegro chirurgo.]

 

Chissà perché la sperimentazione umana è obbligatoria per legge prima di commercializzare un nuovo farmaco. Se fossero i test sugli animali così validi, perché sperimentare anche sulla nostra specie? Se gli animali fossero un valido modello sperimentale, perché creare animali manipolati geneticamente attraverso l’inserimento di geni umani o l’eliminazione di geni animali? Insomma, perché i vivisettori stanno “umanizzando” gli animali?”  (Dr. Stefano Cagno)

[Questa bellissima chiosa sembra messa lì apposta a dimostrare che dopo tutte le spiegazioni non hanno capito niente comunque!]

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