Il trifoglio a quattro foglie

“Che cosa abbiamo?” chiederebbe il medico del pronto soccorso.
E l’infermiere risponderebbe: “Un caso di cherry picking terminale!”

 

Breve analisi di una pubblicazione priva di contenuto.

 ___________________________________

Lost in Translation: The Need for Better Tools

Susanna Penco, Elena Venco and Alfredo Lio

Although for most pharmaceutical compounds
the final aim is improving human health,
almost all the methods used to identify and
pursue therapeutic targets and to obtain
new potential drugs have traditionally
focused on animal models

Articolo completo.

Conclusions
Since the available data show that their predictivity can no longer be assumed, there is an urgent need for reviews and meta-analyses of the animal models currently used in medical research. Moreover, science should focus on the development of more-advanced methods, as a result of the limitations of the current pre-clinical tools, the growing bioethical objections surrounding their use, and the ongoing development
of new in vitro and in silico techniques. These alternative methods should be used ideally in the experimental context of an Integrated Testing Strategy.

 ___________________________________

La premessa dice che, “sebbene lo scopo della maggior parte dei composti farmaceutici sia finalizzata a migliorare la salute umana, quasi tutti i metodi usati per identificare e perseguire bersagli terapeutici e ottenere nuovi potenziali farmaci sono focalizzati su modelli animali”.

Si potrebbe precisare che la quasi totalità dei composti farmaceutici testati siano finalizzati a migliorare la salute umana, in quanto per l’uso veterinario vengono usati i medesimi farmaci messi a punto per l’uomo, ma adattati alle specificità dei diversi animali (a parte i casi relativi a malattie solo animali).

Segue un lungo elenco di esempi di purissimo cherry picking (l’arte del selezionare tra migliaia di studi quella minuscola parte utile a sostenere una tesi fallace e ignorare volutamente tutta la parte che invece la smentisce).

Qual’è la tesi fallace? L’inutilità della Sperimentazione Animale.
E qual’è la fallacia? scegliere un esempio per fare di quell’erba tutto un fascio.

Se affermo che l’elicottero è inutile per portare passeggeri  oltreoceano, dico una cosa sensata, ma se concludo che l’elicottero è inutile (in tutto) perché non può portare passeggeri  oltreoceano, dico una cosa insensata, in quanto tutti sappiamo che l’elicottero è utilissimo per i trasporti più brevi e tutti lo vediamo ogni giorno.

Ma se invece che dell’elicottero noi facciamo l’esempio della sepsi e dimostriamo che tutti i farmaci che hanno avuto successo sui topi o i ratti hanno fallito sull’uomo, l’uomo della strada, che di SA non sa nulla, tende a crederci davvero che se il topo non va bene per la sepsi non va bene per niente altro.

In realtà tutti i farmaci in commercio hanno dimostrato efficacia sia sugli animali (non qualsiasi animale, ma quelli selezionati perché simili a noi nelle specifiche funzioni coinvolte nello studio)  che sugli umani e quello che i re del cherry picking fanno è selezionare solo i casi che non hanno funzionato e spacciarli per regola generale.

Non tutti gli animali hanno le stesse reazioni metaboliche dell’uomo, ma tanti animali hanno quasi tutte le stesse reazioni metaboliche dell’uomo. Le differenze sono piccole, anche se a volte sostanziali, e spesso noi non sappiamo quali siano.
Questo significa che noi non abbiamo ancora la conoscenza sufficiente per creare un qualsivoglia sistema artificiale che possa totalmente sostituire gli animali nella ricerca, non possiamo ricreare questi modelli artificiali perché anche nell’uomo non sappiamo tutto di ciascun tessuto, così qualunque tentativo è destinato a riprodurre un organismo in modo molto (troppo)  approssimativo

A questo possiamo aggiungere nella maggior parte degli esperimenti farmaceutici lo scopo degli animali è quello di verificare con ragionevole probabilità se il farmaco è sufficientemente sicuro per  avviare una sperimentazione clinica, in modo da non far correre rischi ai volontari su cui si farà la sperimentazione umana (e se c’è una ragionevole speranza che sia efficace).
Anche questo i re del cherry picking non lo diranno mai, così come non diranno mai che non hanno nessuno studio che dimostri l’esistenza di un magico metodo alternativo in grado di predire ogni effetto dei farmaci sull’uomo.

Semplicemente perché non esiste!

Va notato come gli autori di questa arbitraria interpretazione della scienza citino continuamente il Wyss institute di Harvard, e gli studi dei team del dr. Ingber, ignorando deliberatamente di spiegare che in questo istituto, dove si sviluppa il progetto Organs on Chip, vengono usati gli animali come in tutti i laboratori del mondo in cui si fa ricerca complessa in cui serve un organismo completo.  (1  2)

Citano anche studi sulle cellule staminali (iPSC) per produrre modelli in vitro per alcune malattie neuro-degenerative, ma non dicono che proprio sui topi si è scoperto che  queste stesse cellule presentano dei grossi rischi tumorali e che senza un organismo completo si dovrebbe testare al buio sugli umani (un mucchietto di cellule in vitro non è in grado di  mostrare se si può sviluppare un cancro al fegato o al rene).

“Conclusioni

Dal momento che le informazioni disponibili dimostrano che la loro predittività non può più essere presupposta, c’è un bisogno urgente di investigazioni e meta-analisi dei modelli animali attualmente usati nella ricerca medica.”

Qui, evidentemente intendono una meta-analisi fatta con il cherry picking, perchè se il loro scopo fosse l’onestà scientifica avrebbero incluso nel loro rapporto anche gli studi di successo, che passo dopo passo hanno portato alla comprensione dei meccanismi che hanno permesso cure impensabili fino a pochi anni fa.
Se l’uso degli animali nella ricerca farmacologica mirasse unicamente alla predittività dei modelli animali per alcune tipologie di farmaci, avrebbero quasi ragione questi animalisti, ma la Sperimentazione Animale va molto al di là di questa piccola parte della ricerca, e di questo gli animalisti non parlano, perché andrebbero a cozzare contro gli studi che hanno meritato i premi Nobel degli ultimi 100 anni (già, quasi tutti i Nobel sono stati ottenuti con ricerche che hanno coinvolto anche animali).

Ecco qualche piccolo esempio di studi che funzionano, fatti con l’ausilio degli animali: (cancropolmoneterapia genica – ortopedia – leucemia), oltre a tutti i farmaci e le cure presenti sul mercato e quasi tutti i farmaci veterinari che funzionano sui nostri amici a quattro zampe e che sono stati testati su altri animali (di altre specie) prima che sui nostri.

Insomma, trovare un quadrifoglio in un campo di trifogli non dimostra che tutti i trifogli abbiano quattro foglie. 

 

Da decenni gli animalisti assumono l'esistenza dei metodi alternativi come "atto di fede"

Da decenni gli animalisti assumono l’esistenza dei metodi alternativi come “atto di fede”

Ed ecco un’immagine che dimostra quanto siano fasulle le affermazioni animaliste. Già 35 anni fa ripetevano le stesse cose dei mantra di oggi. 35 anni fa affermavano che c’erano metodi alternativi e che gli animali erano inutili (ricordiamo che a quell’epoca i diabetici, senza l’insulina prodotta con i maiali, erano condannati a morte). 35 anni fa uscivano dai licei e dalle università giovani che manifestavano contro la “vivisezione” (vedi Susanna Penco e compagnia briscola), che a tutt’oggi parlano ancora in chiave doppia: “ci sono metodi alternativi” quando si rivolgono al pubblico che fa poche domande e tante donazioni, e “Inoltre la scienza dovrebbe focalizzarsi sullo sviluppo dei metodi più avanzati, come  conseguenza della limitazione degli attuali metodi pre-clinici.” quando parlano a chi le domande le può fare.
Che cosa significa? Significa che da parecchi decenni mentono sui fatti scientifici e alimentano una propaganda di disinformazione che mira a mantenere saldo il controllo sui sensibili ma ingenui donatori.

Questi tre moschettieri autori dell’articolo in questione, dovrebbero fare una sola cosa per convincere il mondo che la verità è dalla loro: mostrare a tutti un loro successo di ricerca senza animali (visto che è almeno da tutta la vita adulta che già dicono di poterlo fare), invece che cercare insuccessi tra quelli che la ricerca la fanno sul serio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...