Analisi di un’intervista a Claude Reiss

 

In questo articolo analizziamo in modo semplice e popolare, senza entrare nel tecnico, un’intervista rilasciata da uno dei principali punti di riferimento degli animalisti.

Dimostreremo come degli scienziati autorevoli ed esperti, che si schierano in difesa degli animali, falsano la realtà, alimentando così quella grave ignoranza dolosa che fornisce agli estremisti un alibi dietro il quale commettono i loro crimini.

Legenda dei colori:

in verde le frasi che diamo per buone visto che non influenzano il giudizio
in arancio quelle che sollevano perplessità
in rosso le frasi discutibili, errate, false o tendenziose
in blu i commenti e le obiezioni all’intervista

Qui il link all’intervista che titola:

 

‘Test sugli animali? Inutili e dannosi’

Claude Reiss

Claude Reiss, per 35 anni direttore di ricerca in biologia molecolare al Cnrs, autore di centinaia di paper scientifici sul tema e consulente, fra gli altri, del programma europeo Reach per la verifica dei prodotti chimici in circolazione. Da quando è in pensione Reiss ha fondato Antidote Europe, un’associazione che promuove la tossicogenomica come alternativa ai test sugli animali dei medicinali. [Va precisato che la tossicogenomica non può essere un’alternativa ai test sugli animali. Sarà sicuramente in grado di ridurre il numero di animali necessari, riducendo il numero di molecole che arrivano ai test in vivo, ma arriverà sempre il momento in cui si dovrà rispondere a queste domande:

1)      Queste molecole sono in grado di arrivare nella zona del corpo che noi vogliamo curare?
2)      Quando ci arrivano sono invariate o nel frattempo il nostro corpo le ha modificate? E se le ha modificate, come? Sono ancora attive? O sono    inattive? Oppure sono tossiche?
3)      Qual è la dose che mi serve per ottenere il risultato? E’ una dose a cui gli effetti benefici superano gli effetti collaterali oppure no?
4)      Ma soprattutto… ok che può interagire con quel target, ma non è che è tossica per il resto del corpo?]

 

Vivisezione? «La scelta peggiore che possiamo fare per testare la tossicità di un medicinale». [Assolutamente vero! fare a fette un topo da sveglio per scoprire se un farmaco è tossico è totalmente inutile, e infatti non si fa!]

«La scelta peggiore che possiamo fare per testare la tossicità di un medicinale». [Ora mi rivolgo al lettore che tende a non notare certe sottigliezze. Sì, proprio tu, un po’ disattento, che ti bevi  facilmente le balle e mezze balle che raccontano!
Ti sei accorto che Reiss sta bene attento a parlare di  tossicità di un medicinale ?
E lo sai che solo 1 animale su 10 (all’incirca, varia da paese a paese) viene impiegato per questo scopo? Che il restante 90% va ad altri campi di ricerca? Per i quali nemmeno Reiss ha una soluzione!
Ti sei accorto che il metodo che ti dà per sostitutivo è in grado di ridurre solo di una piccolissima percentuale il numero di animali usati in ricerca?]

 

Reiss non ha dubbi:«I test sugli animali sono un metodo inutile e dannoso . Il 90 per cento dei medicinali testati sugli animali vengono rigettati prima degli esperimenti clinici sull’uomo, perché le prove sono ritenute inattendibili. Ma è ovvio: ogni specie animale ha un proprio genoma unico e irripetibile. Questo comporta che ogni specie, un ratto, un topo, un cane o un uomo, reagisce in modo completamente diverso alla stessa prova». 

[È ovvio se si crede che i ricercatori siano stupidi. Le molecole che passano la fase in vivo non sono i medicinali promossi dalla SA, ma solo le molecole che hanno dato indicazioni di tollerabilità ed efficacia sufficienti a giustificare una sperimentazione sull’uomo. Se ne arrivano 5 è facile che vengano respinte tutte inclusa la migliore, che verrà adattata all’uomo sulla base dei risultati dei primi test umani, e quindi ripresentata per una nuova fase clinica. Anche a questo punto si può scoprire che il nuovo farmaco non è superiore a quello vecchio di riferimento, oppure che costa troppo per un piccolo vantaggio su uno esistente e quindi non verrà commercializzato.
Insomma, la selezione è rigidissima. Per fare un esempio prendiamo un concorso di lavoro con 100 posti su 10.000 partecipanti. Solo 100 lo avranno mentre 9.900 verranno scartati. Forse perché la scuola è inattendibile e sono tutti idioti? O perché i posti sono solo per i primi 100?]

 

 

Reiss ha studiato per anni l’evoluzione dell’Aids. Proprio in questo campo ha verificato l’inattendibilità degli esperimenti sugli animali: «Prendiamo lo scimpanzé, la specie più vicina all’uomo fra quelle normalmente usate in laboratorio. Lo scimpanzé è assolutamente immune all’Aids: il virus non gli fa nulla [infatti si non si studia l’ HIV ma il SIV, l’equivalente sulle scimmie, ma questo non lo dice].

Mentre ad esempio il suo fisico si comporta come il nostro col virus dell’Ebola . Vi rendete conto?
[Certo che ci rendiamo conto, ci rendiamo conto che lo scimpanzé è un ottimo modello per studiare l’Ebola!]

Come si fa a validare un test su un’altra specie quando le reazioni di questa variano di volta in volta dalle nostre?».
[Vi siete accorti che se il fisico di un animale  “si comporta come il nostro col virus dell’Ebola”, per un animalista rimane sempre inattendibile?]

Nessuna specie, quindi, può essere presa a modello di un’altra.
[Aveva appena detto che lo scimpanzé si comporta come l’uomo in relazione all’Ebola!] 

Perché allora si continuano ad usare, ad esempio, i topi, per testare i medicinali? «Perché costano poco [ma come? se tutti gli interessati sono concordi che la SA è un costo enorme!], ma soprattutto perché permettono alle case farmaceutiche di ottenere i risultati che vogliono [le case vogliono che funzioni, altrimenti le cause vinte le rovinano].
Prendiamo una sostanza X, ritenuta cancerogena. Se sono il tossicologo di una ditta che vuole mettere sul mercato quel prodotto sceglierò dei topi molto robusti. Ci sono almeno 100 linee differenti di topi, e ognuno si comporta in modo diverso. Prenderò ad esempio i B57L, molto resistenti al cancro. Li nutrirò poco, così che le cellule cancerogene non si inseriscano nei grassi. Alla fine dell’esperimento avrò un risultato positivo: il prodotto non è cancerogeno, ecco l’autorizzazione. La ditta concorrente potrà testare lo stesso prodotto su un’altra linea di topi meno resisteti al cancro ottenendo come risultato lo sviluppo tumorale nel 90 per cento del campione». Insomma, i tossicologi possono [anche i poliziotti sono armati e possono rapinare le banche, ma questo si chiama crimine] adattare l’esperimento al risultato voluto. 
[E naturalmente non se ne accorge nessuno, che quel tipo di topo non risponde ai requisiti della ricerca sulla teratogenicità. Nessuno al mondo può notare che lo studio è adulterato.]

Qual è l’alternativa? «Gli esperimenti su cellule umane, sviluppate in cultura, in laboratorio. L’insieme di questi test viene chiamato tossicogenomica, un modello scientifico sviluppato negli Stati Uniti negli anni ’90 [è da notare che gli animalisti dicono queste stesse cose da almeno 30 (trenta) anni, già allora dicevano che c’erano i metodi alternativi] ,che permette di testare la tossicità dei prodotti direttamente su cellule umane, raccogliendo centinaia di risultati in pochissimo tempo e monitorando l’esperimento dal vivo» . Secondo Reiss – al contrario di Ignazio Marino – gli esperimenti in laboratorio sono molto più affidabili di quelli sugli animali: «Innanzitutto, sono cellule umane. [e sanno rispondere alle domande poste poco fa? Direi di no!] E anche fra i più disparati genomi umani non c’è la differenza che si trova fra due linee di topi da laboratorio. Poi, costano poco  e ci permettono di monitorare i risultati di tossicità in tempo reale, guardando in vitro le reazioni della cellula alla stimolazione».

[Eccolo qua che si contraddice come tutti i bugiardi! Poco fa diceva che si usavano i topi per risparmiare e per poter avvelenare le persone con farmaci dannosi. Adesso dice che con la tossicogenomica si risparmia, lasciandp inteso che allora la volontà delle case farmaceutiche è di vendere prodotti tossici!]

 

Questo metodo, secondo Reiss, permetterebbe di verificare la reale tossicità, per gli uomini, dei farmaci e dei prodotti chimici: «Ci permetterebbe cioè di evitare migliaia di morti. In Francia l’uso di medicinali tossici per l’uomo è la quarta causa di morte, dati alla mano del ministero della Salute francese. I test sugli animali non sono affatto sufficienti per capire le reazioni del corpo umano a una sostanza». [Questo è il culmine della manipolazione mediatica dell’intervista, la parte con cui si dà dell’idiota al lettore (quello che se la beve). A parte la sparata della quarta causa di morte che sarebbe bello approfondire, anche volendola dare per buona, siccome tutti i farmaci in commercio hanno superato i test clinici sull’uomo, Reiss sta dicendo che l’uomo non è un buon modello per l’uomo! Meglio le singole colture cellulari che, si sa, respirano, mangiano, fanno pipì, camminano, parlano e quant’altro.

È come dire che, se costruite una casa e il tetto fa acqua, voi cercate la falla nel sottoscala.]

 

Ringrazio l'artista sconosciuto che ha prodotto questa bella immagine.

Ringrazio l’artista sconosciuto che ha prodotto questa bella immagine.

 

Concludendo

possiamo affermare che quando uno scienziato con esperienza, si schiera contro la sperimentazione animale, tendenzialmente si riferisce al proprio campo di studi (anche in questo caso Reiss parla di tossicologia, che è la parte della ricerca dove i metodi alternativi sono più efficaci e numerosi, e quindi sono diventati complementari alla SA).

Abbiamo visto delle mistificazioni con contraddizioni grossolane. E siccome non è stupido, vuol dire che MENTE SAPENDO DI MENTIRE !

Fonti: http://protestitalia.wordpress.com/2013/05/20/guida-alla-sperimentazione-animale-per-tutti/

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