La smentita che conferma

La logica animalista è particolarmente sfuggente.

1-Abbiamo chiesto la smentita delle interviste.
2-Non l’abbiamo ottenuta.
3-Quindi le interviste sono false.                            OMG

 

Questa logica (logica?)  che funziona al rovescio spiega come riescano a confermare i fatti nel machiavellico tentativo di confutarli.

 

Di che cosa stiamo parlando? Di interviste ai produttori di metodi alternativi che demoliscono le ferree convinzioni degli animalisti.
(Approfondimenti e link in fondo all’articolo.)

Dopo la pubblicazione dell’intervista in cui Geraldine Hamilton spiega l’importanza degli Organs on Chip, per superare alcuni importanti limiti della ricerca sugli animali, ma al contempo descrive anche l’importanza degli animali stessi nella ricerca (incluso lo sviluppo degli stessi Organs on Chip), gli animalisti prendono posizione ed intervengono direttamente con il Wyss Institute avvisando/denunciando  della “falsa intervista”.

lio contatta hamilton rosso

 

Da notare come qualsiasi spiegazione che non soddisfi l’assolutismo animalista debba essere una “grottesca e squallidissima bravata”.

Un anno più tardi pubblichiamo l’intervista a Donald Ingber, il quale ribadisce le aspettative sugli Organs on Chip ma spiega chiaramente che non potranno sostituire gli animali in tutto e per tutto.
Anche questa pubblicazione incontra la stessa reazione animalista: immediato avvertimento/denuncia allo stesso Ingber della nuova “falsa intervista”.

 

13 maggio 2015.

13 maggio 2015.

Qui si legge come la persona in questione, il 13 maggio 2015, affermava di aver già contattato il prof. Ingber e di essere pronto a “smentire” (fare chiarezza in risposta alle presunte interviste)  le nostre interviste come fasulle, ed invero, a tutt’oggi insiste ancora su questa sua teoria, esponendola ai suoi accoliti dopo una gestazione piuttosto lunga.

 

 

Ricapitolando:

Aprile 2014.

1-Pubblicazione intervista a Geraldine Hamilton.
2-Avvertimento/denuncia degli animalisti alla stessa Hamilton di una falsa intervista a suo nome.
3-Va anche osservato che l’intervista a Geraldine Hamilton è l’unica esistente, che compare immediatamente nelle ricerche su Google, che non può passare inosservata nemmeno volendo.

Ricerca effettuata direttamente in USA

Ricerca effettuata direttamente in USA

 

4-Nessuno, né la dott.essa Hamilton, né il dott. Ingber, né qualcun altro al Wyss Institute, pubblica una smentita o una correzione all’intervista, in nessuna sede e in nessun luogo.

 

Maggio 2015.

1-Pubblicazione intervista a Donald Ingber.
2-Avvertimento/denuncia degli animalisti allo stesso Ingber e al suo staff di una falsa intervista a suo nome.
3-In contemporanea viene annunciata la pubblicazione imminente della smentita dell’intervista stessa.
4-Nessuno, né il dott. Ingber, né qualcun altro al Wyss Institute, pubblica una smentita o una correzione all’intervista, in nessuna sede e in nessun luogo.

 

Febbraio 2016.

1-Dopo ben nove mesi “l’imminente (tentativo di) smentita” viene pubblicato nella forma di una chilometrica arrampicata sugli specchi in  cui si legge che:

1-Gli animalisti hanno parlato con lo staff del Wyss.
2-Non hanno ricevuto smentite o rettifiche.
3-Siccome il contenuto delle interviste non lo capiscono l’unica spiegazione è che siano false.
4-Implicitamente fanno credere che un colosso scientifico prestigioso come il Wyss Institute non abbia la capacità di contrastare un un “blogghettino” modesto come questo.

 

Quale conferma migliore, in merito alla correttezza di queste interviste, se non l’intervento diretto degli animalisti, che scrivono agli interessati, senza riuscire ad ottenere una smentita in due anni di tentativi?
Il tempo è galantuomo, questi figuri, forse, un po’ meno.

 

Approfondimenti

intervista a Geraldine Hamilton (per chi non sa chi sia e che cosa faccia)
intervista a Donald Ingber  (per chi non sa chi sia e che cosa faccia)
I primi tentativi di negare la realtà (sono due anni che gli animalisti tentano l’impossibile)

L’articolo della “chiarezza animalista“, dove si può leggere di persona come gli animalisti cerchino di negare la realtà appellandosi a descrizioni ufficiali degli Organs on Chip.
Non chiedono mai se si possono sostituire gli animali in tutte le ricerche mediche, farmacologiche e di base, come invece è stato fatto nelle suddette interviste, però lo affermano sempre basandosi sulle proprie interpretazioni creative dei cominicati (chiedere che cosa potrebbe fare uno strumento oppure che cosa non potrà fare, porta a due risposte diverse, ma non incompatibili, bensì complementari).
In questo lungo sproloquio l’autore cerca di convincere il lettore che, nonostante due anni di richieste di smentite, i suoi dubbi siano comunque la prova definitiva della loro falsità  (o forse erano frottole, perché in realtà lo sanno che sono vere, ma cercano di turlupinare il pubblico del 5 x mille, raccontando favole).

Uno stralcio di ragionamento assurdo è evidente in questo passaggio usato come prova di confutazione.

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L’intervista riporta come certe caratteristiche uniche di un organismo completo non siano sostituibili con gli Organs on Chip, e l’autore la vuole confutare perché il Prof. Ingber ha sempre precisato che essi posso ottenere risultati impossibili con gli animali, come se se le due affermazioni fossero incompatibili.
È come se, dicendo che  la bicicletta può andare dove l’auto non può andare (vero, si infila dappertutto), si dimostrasse che  la bicicletta è adatta a sostituire l’auto in tutto e per tutto (anche a viaggiare a 100 all’ora con 5 persone a bordo).

Questa è la retorica animalista.

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Ad ulteriore riprova che al Wyss Institute utilizzano regolarmente gli animali in ricerca (benché siano i più avanzati produttori di metodi alternativi), ci sono centinaia di studi pubblicati su Pubmed (database ufficiale delle ricerche mondiali) dove spiegano di aver usato gli animali per gli esperimenti (qui l’ultimo a firma Ingber, del gennaio 2016, nel quale hanno usato i topi), e addirittura questa pagina del sito web del Wyss Institute in cui presentano un loro grande risultato con cui sono riusciti a sviluppare un metodo efficiente per manipolare geneticamente i maiali destinati allo xenotrapianto (organi animali per il trapianto sull’uomo), dimostrando quanto siano indispensabili gli animali in ricerca.

 

In conclusione

 

Gli scienziati usano gli strumenti più adatti per ogni singola ricerca (computer, cellule, tessuti, biochips, animali, studi epidemiologici, ecc.) e nello stesso modo lavorano (non “blaterano”) per sviluppare metodi alternativi ai test su animali, nel limite delle conoscenze scientifiche.

Al contrario gli animalisti vogliono credere che la ricerca sugli animali sia inutile e rinnegano ad oltranza qualsiasi evidenza che non sposa la loro fantasia.

 

14 marzo 2016 by Seriously.

2 pensieri su “La smentita che conferma

  1. L’autore dell’articolo che volveva screditare le tue interviste e’ come l’omeopatia: prende una particella di argomentazione irrilevante/illogica e la diluisce in fiumi e fiumi di parole e citazioni e estratti e immagini con la speranza che possa farla diventare una critica intelligente. Ma se diluisci il niente, quello che ottieni e’ sempre il niente.

    • È esattamente quello che è successo.
      Lui usa una specie di effetto placebo per placare la voglia conferme dei suoi adepti, ma si tiene sempre alla larga dai fatti.

      Lo straordinario Organ on Chip è un sistema che permetterà di verificare se certe risposte ottenute sugli animali possano essere attendibili usando i tessuti umani, ma anch’essi non possono fare miracoli e il prof. Ingber spiega bene il perché. Inoltre al Wyss lavorano anche per migliorare gli animali transgenici per gli xenotrapianti, ma l’articolista in questione evita con cura di parlarne.

      Quindi ecco che per mantenere alto il livello di parole pubblicate, si diverte con arzigogoli improbabili che partono dalla sua ossessione e arrivano al nulla, come dici tu.
      Però, come un omeopata non ti da nulla, anche lui non ti dice nulla, ma quel nulla sa condirlo molto bene.

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