I chiodi sulla bara

Uno dopo l’altro i chiodi che chiudono la bara delle menzogne animalare si moltiplicano, lasciando senza scampo i diffusori di bugie e di manipolazioni mirate.

Le biologhe per hobby (in questi giorni è di moda il termine) che mettono la mano nella bocca della verità per dimostrare che la SA è inutile; i cherry picker che riscrivono le frasi degli scienziati che loro stessi citano (incautamente), ma ribaltandole loro conclusioni; animalari di ogni specie e appartenenza che condividono interviste e conferenze senza aver capito il succo del discorso; etc; tutti questi paladini del mondo abitato da incauti creduloni, vengono costantemente sbugiardati da quelli stessi che loro citano (a sproposito).

Quindici mesi fa abbiamo pubblicato le prime interviste ai produttori di metodi alternativi (Epithelix e Empiriko) che smontano il castello di carta che gli animalari usano per aizzare gli incauti contro i ricercatori.

Equipe Epithelix

Equipe Epithelix

 

Randhawa

Pam Randhawa, CEO della Empiriko

Un anno fa la famosa intervista a Geraldine Hamilton mette in evidenza la mancanza di dati che possano permettere di superare la sperimentazione animale, spiegando in modo dettagliato quanto ancora servano gli animali per la ricerca e per lo sviluppo dei metodi alternativi.

Geraldine Hamilton

Geraldine Hamilton

A questa segue un accanito attacco contro l’intervista stessa nel tentativo, puerile e fallimentare, di farla passare per falsa.

Ma, si sa, il tempo è galantuomo e i nodi vengono al pettine (che cosa, meglio di due luoghi comuni, può rappresentare le bassezze animalare di una menzogna costantemente ripetuta?), e dopo un anno pubblichiamo la mini-intervista al guru in persona, al padre dello “Human on Chip”, Donald Ingber, che proprio dopo essere stato informato degli abusi animalari delle sue parole, ci concede una spiegazione non permette alcun dubbio: “Abbiamo ancora bisogno degli animali, anche quando sarà validato lo ‘Human on Chip’“, confrmando quanto la scienziata a capo del team di sviluppo del sistema citato, ci aveva già raccontato.

Donald Ingber

Donald Ingber

Adesso viene intervistata (tra altri) da Radio Radicale (dal min. 44), Elena Fattori, senatrice 5 stelle, ex ricercatrice in vivo, che, oltre ad esprimere la propria opinione, riporta una domanda precisa mossa a Thomas Hartung, uno degli scienziati di riferimento degli animalisti e gioiosamente re-interpretato dagli animalari.

“…ma neanche noi siamo per abolire la ricerca sugli animali adesso perché non è una cosa fattibile, quando abbiamo invitato Thomas Hartung io gli ho fatto una domanda: ‘…dottore, secondo lei, è possibile farlo da adesso?’, ha detto ‘Assolutamente no!’.”

Thomas Hartung

Thomas Hartung

Elena Fattori

Elena Fattori

A questo punto la frase più gettonata tra le stupidaggini adottate in pieno dalla compagine animalara “La sperimentazione animale è inutile ed è sempre stata inutile!”, dovrebbe rimanere appannaggio solo di chi insiste nel fare la figura del mentecatto, ma possiamo dubitare che smetteranno di mentire, perché la mamma dei creduloni è sempre incinta e questi creduloni sono la loro ragione di vita.

Così avremo ancora modo di incontrare questi ciarlatani animalari che spacciano stupidaggini per perle di saggezza.

ricerca inutile

11 maggio 2015, by Seriously.

Un pensiero su “I chiodi sulla bara

  1. Anche le istituzioni comunitarie ti danno ragione 😉 guarda che ho trovato

    Nel Luglio 2014 venne presentata un’Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione

    Oggetto: Ricerca preclinica su animali http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2014-006155+0+DOC+XML+V0//IT
    Nella risposta
    http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2014-006155&language=IT di Janez Potočnik a nome della Commissione, si legge

    copio e incollo estratto

    “Sebbene sia nella ricerca biomedica sia per valutare la sicurezza delle sostanze chimiche nonché la qualità e la sicurezza dei medicinali si stia facendo sempre più largo uso di metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, in molti settori questi metodi non sono ancora disponibili. Benché promettenti, gli approcci in vitro ad alto rendimento come i «test tossicologici del 21° secolo» (ai quali collaborano i progetti finanziati dall’UE) non sono di fatto ancora pronti per essere utilizzati ai fini della valutazione della sicurezza nei settori economici regolamentati (come l’industria farmaceutica). La sperimentazione sugli animali, seppur limitata, risulta perciò necessaria al fine di garantire un adeguato livello di protezione contro le sostanze chimiche dannose e per sviluppare terapie sicure per i cittadini.” …

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