Offriti tu.

 

Di continuo si affacciano sul web persone che invitano a sperimentare sugli umani e non prendersela con i più deboli, come se i ricercatori usassero  topi perché hanno paura dei leoni, o come se mangiassimo polli e conigli perché abbiamo paura di orsi e lupi).

In realtà ci sono tantissime ragioni per cui si usano gli animali, ad esempio il calamaro  è, ed è stato, usato per le dimensioni del suo assone gigante, che permette, da 80 anni, di studiare le cellule nervose (troppo piccole nell’uomo).
Stupirà molti “incauti”, ma le differenze tra uomo e altri animali  sono meno delle somiglianze, e siccome da circa 500 milioni di anni ogni specie, sulla Terra, tende a salvaguardarsi a discapito delle altre, anche noi abbiamo deciso che sacrificare i topi (o i calamari) sia una pratica migliore di quella adottata ad Auschwitz sui bambini ebrei (vi ricordate che abbiamo deciso che quella era una cosa brutta, vero?).

Tanti ignorano le ragioni della Sperimentazione Animale e commettono l’errore tipico dell’ignorante: non sa di non sapere, e crede di avere già tutte le informazioni necessarie per giudicare ma, appunto, è ignorante per definizione.

riproduzione

Anche i tempi sono importanti in ricerca.

 

 

Quando l’ignoranza cessa di essere un motivo per portare pazienza?
Quando questa ignoranza diventa un punto di vista che si vuole legittimare e portare a confronto, con lo stesso valore della conoscenza, come se un contadino delle Langhe, mai sceso dalla sua collina, discutesse con Reinhold Messner affermando che il Monferrato è la massima elevazione sulla Terra.

Tanti animalisti sono così. Non sanno nulla e scelgono come fonti persone ideologizzate o interessate (ricordate le richieste di donazioni? I libri pieni di fuffa? Gli integratori e le cure salva tutto?) che scelgono colpevolmente di sfruttare l’ignoranza e dabbenaggine di questi poveri illusi.

Tra le tante falsità che tali fonti propinano a queste masse incaute c’è la bugia che tutti i test vengano poi fatti sugli umani, e quindi è inutile farlo (prima) anche sugli animali. Questo è vero solo in parte (nessun ricercatore crede che un farmaco abbia lo stesso effetto su animali e persone con la sola differenza della dose), perché, oltre al fatto che non si prova sull’uomo un farmaco che ha ucciso gli animali che l’hanno assunto prima di lui, ci sono dei test che non possono essere fatti sugli esseri umani.

Gli effetti sulla gravidanza, ad esempio, chi sarebbe così pazzo da ricercarli direttamente sulle donne? E i bambini che portano in grembo? È necessario ricordare la tragedia del Talidomide? Ragione per cui è diventato poi obbligo di legge sperimentare su diverse specie di animali gravidi (vedi link).

 

salva un topo

Gli animalari (la versione oltranzista e decerebrata degli animalisti) continueranno il loro ottuso tam-tam mediatico, ma tanta altra gente potrà sviluppare la voglia di capire di più sulle complessità della ricerca, e questa pagina, come tante altre, continuerà ad offrire degli spunti per crescere e ragionare.

 

 

8-5-2015 by Seriously.

 

5 pensieri su “Offriti tu.

  1. Grazie per avere specificato il termine. Io da animalista non mi intrometto nella ricerca. Sono la prima a sperare che un giorno non ci saranno più animali nei lab, ma ora bisogna accettare la realtà e sostenere la ricerca. Ho comprato 2 bonsai, faccio spesa da Esselunga e comprerò azalea etc Non mangio carne ma non posso decidere per la salute altrui

    • Grazie a te, vorrei che quelli come te fossero essere di più, o almeno si esprimessero di più.
      Gli animalisti hanno fatto molto per gli animali da laboratorio, già decenni fa, e facendo il loro bene hanno fatto il bene della ricerca stessa.

      Poi sono arrivati gli animalari. 😛

      • Credimi, con animalari, di persona, fuori dal web, ho litigato tanto, sono un peso anche per noi. Sarebbe più utile donare alla ricerca, che sprecare il tempo a cercare un nemico da combattere. Io non ho la presunzione di sapere tutto, mi bastano i miei libri, di scienza non ho competenza. Confido nel buon cuore di coloro che lavorano con gli animali, penso che odiare sia solo mancare di rispetto ad un fratello umano. In molti parlano di fratelli animali, ma scordano l’amore per il prossimo.

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