Intervista a Donald Ingber

 Premessa

Oggi parleremo di Human on Chip, o Organ on Chip, spesso descritti come reattori bio-molecolari, chip 3d, metodi alternativi avanzati di rilevanza umana, etc.

Human Organ on Chip sarebbe il nome ufficiale di questo gioiello tecnologico che promette di dare un importante contributo alla ricerca e alla medicina personalizzata.
Si tratta di un sistema in vitro avanzato che simula diverse funzionalità di diversi organi, con la possibilità di collegarli tra di loro per simularne anche le interazioni.

Non è fantascienza, è realtà, ma quel tipo di realtà che viene spesso travisata  e trasmessa alla gente comune in modo poco chiaro, e questo non permette loro di comprenderne le potenzialità e i limiti reali e verificare se sia un prodotto applicabile già nell’immediato oppure un progetto a lungo termine.

Nelle conferenze stampa gli ideatori di tali invenzioni tendono a parlare della loro creatura evidenziandone la novità, l’originalità, le potenzialità e l’importanza futura (come un padre orgoglioso che vede le capacità del proprio figlio e afferma colloquialmente che un giorno potrebbe diventare un astronauta o un presidente, anche se al momento sta facendo la seconda elementare) e i giornalisti, che solitamente sono più interessati all’effetto sensazionalistico di una scoperta, che non a fornirne una descrizione dettagliata e oggettiva, non valutano (o forse non interessa loro) quanto possa essere manipolata un’informazione parziale.

Proprio a causa di questa confusione e queste manipolazioni, questo blog ha pubblicato diverse interviste fatte ad alcuni produttori di metodi alternativi di rilevanza umana ( 1234 – 5).
Oggi pubblichiamo una breve intervista con l’ideatore dello Human Organ on Chip, Donald Ingber, fondatore e direttore del Wyss Institute di Harvard, a Boston, e vice-direttore e consulente scientifico di Emulatebio, la compagnia creata ad hoc per lo sviluppo e la commercializzazione dello Human Organ on Chip.

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La lettera e le risposte

In particular these days European research is under stress because of the stopvivisection initiative for a ban on animal testing. In Italy things are even worse, and sound information is needed. Animal right extremists have many followers because they sustain that animal testing is (and has always been) totally useless and that scientists use animals only out of ignorance or for tampering with results.”

In questi giorni in particolare, la ricerca europea è sotto pressione a causa dell’iniziativa di “stopvivisection” per l’abolizione della sperimentazione animale. In Italia le cose vanno anche peggio e c’è necessità di un’informazione solida. Gli animalisti estremisti hanno un grande seguito perché sostengono che la sperimentazione animale “è ed è sempre stata completamente inutile”, e che gli scienziati usano gli animali solamente per ignoranza e per poter falsare facilmente i risultati.

[Questa presentazione prima delle domande aveva lo scopo di togliere qualsiasi dubbio a Donald Ingber in merito allo scopo delle domande stesse. La disponibilità e la specificità delle risposte dimostra quanto il dottor Ingber non voglia che le sue parole vengano travisate o manipolate. Per questa ragione la traduzione delle risposte sarà più letterale possibile, anche a scapito della fluidità del discorso.]

 La prima domanda

 Many people believe that being Human on Chip now under development and running, the scientific world doesn’t need animal testing at all. They strongly believe that scientists already have all the data needed for any purpose. How would you explain them that Human on Chip is a very long term project and subject to  further development even after its first successes?

Molta gente crede che, essendo il [progetto] Human on Chip in fase di sviluppo e [già] funzionante, il mondo scientifico non abbia più bisogno della sperimentazione animale, completamente. Essi credono fortemente che gli scienziati abbiano già qualsiasi tipo di informazione per qualsiasi scopo.
Com’è che lei spiegherebbe loro che lo Human on Chip è un progetto a lungo termine e soggetto ad ulteriore sviluppo anche dopo i primi successi?

La risposta:

“The human organs on chips offer an exciting new way to potentially reduce the numbers of animals that are required for testing of drugs and chemicals over time; however, animal testing will remain a critical part of the drug development process.   The organ chip technologies are still in their infancy as they are in  process of being developed, optimized, refined, standardized and commercialized so that they can be used by wider members of the scientific community.  But while these organs on chips are capable of mimicking some organ-level responses and disease processes, and providing a way to study molecular mechanisms that are underlie these processes, they do not contain all of the components or full complexity of living organisms or the whole animal (e.g.,weight-bearing structures composed of bone, muscle and cartilage; brain and consciousness;   the unique immune system of each individual, etc.), and so some types of animal tests will likely be required long into the future, although we hope to progressively reduce this number over time.  It is also important to note that we who are developing organs-on-chips will still need to validate many these models by carrying out animal testing before users and regulatory agencies will be willing to accept results obtained with them in place of data obtained in animal studies.   So we do not expect organs on chips to fully replace animal testing, but rather to progressively decrease the need for particular animal tests over time; however, this will take many years (likely decades).”

Gli “Human Organ on Chip” offrono un nuovo emozionante modo per ridurre potenzialmente il numero di animali che sono richiesti per testare farmaci e prodotti chimici; comunque la sperimentazione animale rimarrà una parte cruciale del processo di sviluppo dei farmaci.
Gli “organi on chip” sono tecnologie ancora nella loro infanzia, essendo ancora in fase di sviluppo, ottimizzazione, raffinazione, standardizzazione e commercializzazione, così da poter essere usati da un più ampio numero di membri della comunità scientifica.
Ma mentre questi Organ on Chip sono in grado di “mimare” (simulare) alcune risposte di livello organico e di processi patologici, e forniscono un modo di studiare i meccanismi molecolari e stanno alla base di questi processi, essi non contengono tutti i componenti o la piena complessità di un organismo vivente o di un intero animale (es: peso, struttura portante composta da ossa, muscoli e cartilagine; cervello e coscienza; il sistema immunitario unico per ogni individuo, etc.), così alcuni tipi di test su animali saranno probabilmente richiesti ancora a lungo nel futuro, sebbene noi speriamo di ridurre progressivamente questo numero nel tempo.
È anche importante sottolineare che noi, che sviluppiamo Human Organ on Chip, avremo bisogno di validare molti di questi modelli utilizzando la sperimentazione animale, prima che gli utilizzatori e le agenzie regolatorie siano disposti ad accettare i risultati ottenuti con questi [Human Organ on Chip] al posto dei dati ottenuti con gli studi animali.
Così noi non ci aspettiamo che lo Human on Chip sostituisca completamente gli animali, ma piuttosto che riduca progressivamente la loro necessità per particolari test, con il passare del tempo; comunque, per questo occorreranno molti anni (probabilmente decenni).

 La seconda domanda

Do you think it’s right to describe animal testing data as ” they are an indispensable tool for science (limited but not useless)  and indispensable for Human on Chip development when the human data needed are not available”?

Lei pensa che sia giusto descrivere i dati della sperimentazione animale con: “sono uno strumento indispensabile per la scienza (limitato ma non inutile) e indispensabile per lo sviluppo dello Human on Chip quando i dati umani non sono disponibili”?

 La risposta:

 I think it is fair to say that: “Animal testing currently remains an indispensable tool for science and drug development, and we still require data from these  models for the development and validation of human organs-on-chips, particularly when relevant human data are not available.”

Penso che sia corretto dire che: “La sperimentazione animale rimane attualmente uno strumento indispensabile per la scienza e lo sviluppo farmacologico, e che ci servono ancora dati di questi modelli per lo sviluppo e la validazione dello Human Organ on Chip,  specialmente quando i dati di rilevanza umana non sono disponibili.”

Conclusione

Perché Il dottor Ingber non ha mai detto prima queste cose, in questo modo?
Perché nessuno ha mai posto prima queste domande in questo modo, chiaro e aperto.
Per gli scienziati è tutto molto ovvio mentre gli animalisti non possono chiedere apertamente queste spiegazioni; tutta la loro propaganda si basa sulla travisazione e sul cherry picking, mai nessun animalista vi potrà indicare un metodo sostitutivo dell’organismo completo e applicabile, anche se continueranno a illudervi dicendo che esiste.

Non esistono dubbi di nessun genere sul fatto che lo Human on Chip sia una grande innovazione, infatti l’industria (quella percepita come cattiva) investe pesantemente in questo progetto, ma la richiesta di abolire la sperimentazione animale in questo momento serve unicamente a smuovere le masse più sensibili, basandosi su falsità e strumentalizzazione, e i corposi bilanci delle associazioni animaliste dimostrano che loro non sono estranee da interessi economici.

Sarebbe ormai giunto il momento per cominciare ad amare gli animali invece che continuare ad odiare gli uomini.

27 aprile 2015, by Seriously.

Aggiornamento 14-3-2016

Esattamente come accadde all’intervista fatta a Geraldine Hamilton nel 2014, gli animalisti hanno attaccato anche questa, e dopo un anno di tentativi di dimostrarla falsa, interpellando lo stesso prof. Ingber, non hanno ottenuto smentite e si sono nuovamente affidati alle interpretazioni creative a basate su cherry picking.

Potete trovare la sintesi qui.

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5 pensieri su “Intervista a Donald Ingber

  1. che ci siano interesse economici da entrambe le parti è vero da sempre, ma che amare gli animali significa squartarli vivi… preferisco non andare in farmacia! Perchè invece non la finiamo con queste ‘mazzette’ e utilizziamo i soldi per velocizzare questa nuova ricerca? Decenni di torture, e siete contenti così?

    • “Squartarli vivi”, “decenni di torture”.

      probabilmente frequenti di più le bacheche animaliste delle riviste scientifiche, altrimenti saresti aggiornata sulle procedure imposte dalla legge in merito all’utilizzo degli animali.
      Tra l’altro, se hai letto l’intervista, avrai notato che Donald Ingber afferma che loro stessi devono usare gli animali per lo sviluppo dei metodi alternativi.

      “Perchè invece non la finiamo con queste ‘mazzette’ e utilizziamo i soldi per velocizzare questa nuova ricerca?”
      Ottima domanda, scrivi alla LAV e chiedi quale parte degli 8 milioni di euro che hanno a bilancio viene destinata allo sviluppo dei metodi alternativi.

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