Cosa dicono di SA e dei metodi alternativi

Proviamo a mettere insieme le risposte dirette e indirette dei protagonisti di fatto e per evocazione, dei metodi alternativi, a domande relative ai miti e alle leggende metropolitane concernenti la Sperimentazione Animale e i Metodi Alternativi.

scopriamo le risposte [in blu le mie considerazioni] , in rosso le frasi considerate.

 

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Domanda n° 1

 

Il mondo animalista accusa big pharma di voler mantenere la SA per interesse. È vero?

 

Thomas Hartung, Il professore della Johns Hopkins Bloomberg (in una introduzione di un’intervista): «È solo questione di business, le aziende ne farebbero volentieri a meno»

[Se le aziende farmaceutiche  ne farebbero volentieri a meno, il business, CHI LO FA ? ]


 

Dr. Samuel Constant, fondatore di Epithelix, azienda svizzera che produce metodi alternativi con tessuti umani.

Q “Tanta gente è convinta che le industrie farmaceutiche siano interessate a mantenere la SA allo scopo di fare business, mentre in realtà, questo non è vero, l’industria preferisce i metodi alternativi perché più economici, più veloci e (uguali o) migliori dei test su animali. È corretto ?”

A “Sì, questo è corretto.” [Sì, è molto stringato, ma questa era un serie di domande di conferma a seguito di una spiegazione più ampia.]


 

Dr.ssa Pam Randhawa , amministratore delegato e fondatrice dell’azienda Empiriko, produttrice di metodi alternativi in vitro ed ex vivo, con sede a Newton nei pressi di Boston.

Q. Può confermare che lo sviluppo dei metodi alternativi è un interesse primario dell’industria farmaceutica?

A. Sì, le aziende farmaceutiche sono interessate ed investono pesantemente nei metodi alternativi per testare i farmaci, per appurarne sicurezza e tossicità, senza utilizzo degli animali. (…) La sperimentazione animale è lenta e costosa e spinge l’industria nella ricerca dei metodi alternativi.


 

Dr.ssa Geraldine Hamilton, responsabile del progetto Human on a Chip del Wyss institute di Harvard, Boston.

Q:  Dottoressa Hamilton, può confermare che lo sviluppo dei metodi alternativi è di interesse prioritario per le case farmaceutiche e per il mondo politico e scientifico?

 A: (Industria, governo e ricercatori) sono molto interessati,  sono molto motivati a trovare alternative in vitro. Loro non usano gli animali perché vogliono, usano gli animali perché devono, perché non hanno alternative in vitro, loro sono molto motivati a trovare dei metodi più predittivi, perché è nel loro massimo interesse se ci riescono, in quanto arrivano prima alla fase clinica e in modo più economico. 
Quindi ci danno molto supporto perché è tutto nel loro interesse, e non soltanto l’industria farmaceutica ma anche quella cosmetica e agroalimentare.
Anche dove gli animali danno dei buoni risultati, riproducibili sull’uomo, loro sono interessati a sostituire gli animali con i metodi in vitro, anche per motivi etici.

 [Alla dr.ssa Hamilton è stato chiesto anche in modo esplicito se esistono complotti contro i metodi alternativi]

Q: Lei pensa che ci siano dei poteri occulti o  “cattivi”, che cercano di rallentare le vostre ricerche, o  magari anche solo troppa burocrazia? (l’idea dei complotti è diffusa tra almeno un terzo degli italiani).

 A: No, in realtà è proprio l’opposto, l’industria e le agenzie governative ci stanno  aiutando molto, i nostri fondi arrivano dall’industria, dal governo, e dalle agenzie di regolamentazione, da tutte e tre queste realtà non riceviamo un forte supporto.

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Conclusione: non c’è complotto, big pharma VUOLE  i metodi alternativi, come gli scienziati e i governi, e gli animalisti possono anche dismettere la caccia alle streghe!

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Domanda n° 2

 

 Un’altra leggenda metropolitana dice che la SA sia inutile, ma gli interessati che cosa dicono ?

 


 

Prof. Thomas Hartung.

Q. Chi critica i metodi alternativi fa notare che è grazie ai test sugli animali che oggi esistono farmaci che salvano la vita all’uomo…
[non credo che esista nessuno che critica i metodi alternativi, a parte affermare che non ce ne sono ancora abbastanza disponibili. Forse l’intervistatore era tendenzioso?]

A. «E’ vero. La sperimentazione animale ha dato un grande contributo alla scienza e il mondo è più sicuro grazie a questi esperimenti. [alla faccia dei tanti animalisti che affermano che la SA non ha mai dato risultati utili] Ma ad esempio in tossicologia si usano gli stessi metodi di 50 anni fa, quando io ero ancora all’asilo nido. [la tossicologia è la principale beneficiaria dei Metodi Alternativi, ma questi non sono sufficienti a coprire tutte le necessità, Hartung stesso, alla conferenza del m5s al senato, ha detto chiaramente che ci sono solo 50 metodi alternativi e che bisognerà ricorrere alla SA ancora a lungo]


 

Dr. Samuel Constant.

Q “Quando sviluppate un metodo in vitro usate la SA per questi test ?”

A “Noi usiamo tessuti umani, quindi non ha senso testarli comparandoli con animali e non è permesso (in quanto pericoloso) testarli su umani. Noi compariamo i risultati dei nostri metodi in vitro con i dati epidemiologici esistenti. C’è un nuovo concetto sviluppato da Thomas Hartung chiamato evidence based toxicology, che utilizza gli stessi principi della evidence based medicine (medicina basata su prove di efficacia). Questo approccio prevede la creazione di un database mondiale tossicologico dove ogni ricercatore può inserire i propri dati relativi agli studi fatti e alle prove accertate, e in seguito, tutti quanti potranno accedervi per recuperare le informazioni necessarie per gli studi che stanno effettuando. Ma , di nuovo, stiamo parlando del futuro.
Noi non usiamo la SA, però, se dovessimo sviluppare dei metodi specifici per la sostituzione di test particolari, come il LD50, che prevede di trovare la dose letale per il 50% degli animali testati, allora dovremmo basarci sugli animali o su informazioni già raccolte con la SA.”


 

Dr.ssa Pam Randhawa.

Q. 
È corretto dire che in diversi passi nello sviluppo dei metodi alternativi la sperimentazione animale è ancora una necessità per confrontare i risultati/osservazioni?

AAttualmente non è possibile eliminare del tutto la sperimentazione animale per testare i farmaci. I metodi alternativi oggi disponibili non riproducono le necessarie condizioni genetiche, di età, sesso, stato nutrizionale, e situazioni patologiche/tossicologiche che influenzano il metabolismo dei farmaci.
Di recente l’industria ha iniziato ad usare metodi alternativi anche prima della loro validazione, prima di arrivare alla fase in vivo. In questo modo si sta già riducendo l’uso degli animali e crediamo che la tecnologia Empiriko potrà aumentare questa riduzione e accelerare il processo di sviluppo dei farmaci.


 

Dr.ssa Geraldine Hamilton.

Q. […] [La domanda era più ampia e includeva quella di cui parliamo]

A: Il problema è che noi non abbiamo ancora tutte le informazioni che ci servono. La sperimentazione animale serve anche a noi per trovare metodi in vitro, anche per lo sviluppo dei metodi alternativi è indispensabile testare sugli animali, questo permetterà lo sviluppo delle metodologie che possono poi essere applicate all’uomo utilizzando cellule e tessuti prelevati direttamente dall’uomo stesso. Siccome non è etico sacrificare gli umani, si utilizzano gli animali per lo sviluppo di queste metodiche.

 

Q: da quello che comprendo questo sistema Human on a Chip dovrebbe lavorare insieme con la sperimentazione animale…

A: Assolutamente sì! Anche se non possiamo usarlo al posto della sperimentazione animale, noi possiamo utilizzarlo insieme con la sperimentazione animale. A questo proposito Donald Ingber (l’ideatore del progetto) è stato insignito nel 2013, del prestigioso premio  NC3Rs (UK’s National Centre for the Replacement, Refinement and Reduction of Animals in Research).
Se noi non riusciremo a rimpiazzare definitivamente tutti modelli animali sono convinta che riusciremo a ridurne il numero e a raffinare (le tecniche utilizzate su di loro).

[Quindi è assolutamente evidente che anche chi progetta e realizza i metodi alternativi è consapevole dell’impossibilità di sostituire la SA per un tempo ancora indefinito. Al contrario, hanno bisogno degli animali per sviluppare e produrre le alternative agli animali stessi. La differenza sta nel fatto che man mano che si sviluppano i nuovi metodi, la parte degli animali sarà sempre meno estesa e meno dannosa per loro.]

 


 

 

Dott. Gianni Tadolini Psicologo, psicoterapeuta, ricercatore biomedico, Coordinatore Gruppo Psicologia Animale Comparata, dopo una vita di ricerca su animali, fa retromarcia e si schiera contro la SA per motivi etici.

Q. Secondo lei la sperimentazione in vivo può essere totalmente sostituta da quella in vitro e in silico?

A. Da un’analisi approfondita e competente della questione, la risposta è “no”, se non compromettendo pesantemente il fluire dell’intera ricerca scientifica. Una cosa è desumere, per esempio, la tossicità di un farmaco da osservazioni su cellule e tessuti, altro è l’osservazione sistemica di un animale intossicato in vivo, in grado di fornirci informazioni derivanti da tutta la sua complessità biologica.

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Conclusione: Non c’è ancora modo per sostituire gli animali, e la SA stessa è necessaria per sviluppare i metodi alternativi. Qualunque storia venga raccontata, cercando interpretazioni fuorvianti di parti di un discorso, chi si occupa materialmente di scienza e di ricerca, sa che siamo ancora distanti dal superamento della sperimentazione animale.

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fonti, interviste e biografie:

Dr.ssa Hamilton

Dr.ssa Randhawa

Dr. Constant

Prof. Hartung

Dr. Tadolini

 

 

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