Epithelix e tessuti 3d

I Metodi Alternativi, tra realtà e leggenda.

Non possiamo negare che un bel film di fantascienza ci permetta di vivere un paio d’ore, e un’avventura, proiettati in un futuro immaginario, e dopo decenni di produzioni alla Star Trek, sembra quasi naturale avere una capsula per il teletrasporto sulle astronavi.
Nello stesso modo, dopo anni di propaganda incontrastata delle pagine animaliste, diventa naturale credere che esistano già oggi, dei metodi in vitro che possono sostituire gli animali nelle sperimentazioni della ricerca biomedica.

Chi promuove queste fantasie promuove un  mondo fatto di contrapposti schieramenti: da una parte gli animalisti, persone buone che vogliono i bene degli animali, che si sentono  eticamente superiori, e dall’altra i biechi servi dell’industria, schiavi del soldo, che godono nel torturare i cuccioli mentre producono falsi farmaci che servono solo a far ammalare la gente. Questi, strenui difensori di una falsa scienza obsoleta e dannosa, e i primi, moderni eroi, forieri di un mondo idilliaco dove la vera scienza illumina il cammino.

In questo, e altri, articoli, parleremo dello stato dell’arte dei metodi alternativi,  quanti sono, di cosa si occupano, chi li vuole e chi no, e cosa può fare la ricerca con i mezzi a disposizione; più precisamente, vogliamo subito capire che cosa c’è di concreto nelle affermazioni entusiastiche delle associazioni animaliste che insistono tanto sulla “vera scienza” e che raccolgono intorno a sé tante persone che danno loro fiducia.

Per rispondere a queste domande siamo partiti dai siti internet che attaccano la sperimentazione animale (SA), perché avevamo la certezza che le tante interviste presenti raccontassero solo una faccia della moneta, mentre si sa, con una moneta senza entrambe le facce, non si compra nulla.
Qui abbiamo  seguito le tracce dei metodi alternativi  fino ad una delle aziende che li producono. Insomma, siamo entrati nel centro della “vera” scienza e abbiamo parlato con uno dei fondatori della Epithelix, florida e innovativa azienda svizzera che produce metodi in vitro 3D , specializzata nel campo della respirazione, e abbiamo chiesto non dei loro progetti, interessanti, auspicabili e proiettati nel futuro, ma della situazione attuale, cosa esiste oggi per sostituire la SA.

Quella che segue è l’intervista di Gianpaolo Selva fatta al dr. Samuel Constant.
(alcune domande sono implicite e viene posta solo un’affermazione che viene commentata, ndr) . 

Q “Tanta gente è convinta che le industrie farmaceutiche siano interessate a mantenere la SA allo scopo di fare business, mentre in realtà, questo non è vero, l’industria preferisce i metodi alternativi  perché più economici, più veloci e (uguali o) migliori dei test su animali. È corretto ?”

A “Sì, questo è corretto.”

Q “E un’altra questione è che i metodi alternativi non sono così tanti, oggigiorno, non ancora (Thomas Hartung li quantifica in circa 50, ndr).”

A “Ne stanno nascendo sempre di più. Il punto che dovrebbe sollevare è che oggi si sta sempre più lavorando nella direzione di metodi alternativi che utilizzano cellule e tessuti umani, per avere una compatibilità maggiore (mentre una volta i metodi alternativi miravano a “sostituire” l’animale usato per il test, oggigiorno i produttori all’avanguardia come la Epithelix, puntano su metodi più complessi che si basano su tessuti umani, per migliorarne l’efficacia, ndr).”

Q “Per quanto comprendo occorrerà ancora molto tempo per questo, giusto ?.”

A “Vero, i metodi in vitro danno risposte a livello locale e i ricercatori sono costretti a ricorrere alla SA per avere informazioni a livello di sistema completo, così come è vero che per ogni animale che vogliamo sostituire dobbiamo validare diversi test in vitro, e questa è una sfida difficile ma non impossibile. È vero che occorre molto tempo e dobbiamo passare queste validazioni, ma alla fine si potrà avere un forte impatto sulla sperimentazione animale”

Q “Quello che immagino è che avremo bisogno di un numero sempre minore di animali e, cosa importante, li useremo per test sempre meno dannosi e pericolosi per loro.”

A “Questo è il punto, noi seguiamo (e dobbiamo seguire, ndr) i principi delle 3R con la sostituzione (Replace) che è il caso migliore, la Riduzione, che è altrettanto importante, e il Raffinamento, che è quello di cui parliamo, verso procedure meno pericolose e più rispettose dell’animale. Ci sono scienziati che stanno andando nella stessa nostra direzione, in quanto il fatto che lavorino con gli animali non significa che siano contenti di farli soffrire.”

Q “Mi fa molto piacere sentirlo dire da lei che è, diciamo, dall’altro lato della SA (agli amanti della fantascienza non sfuggirà il riferimento a Star Wars, ma nei fatti, SA e metodi alternativi sono strettamente correlati e, ad oggi, l’uno non può fare a meno dell’altro, ndr)”

A “Certamente, anche se sono ancora convinto, come anche molti scienziati, che noi non siamo topi di 70 chili, noi abbiamo una specificità genetica e se vogliamo avere informazioni su cosa accade nell’uomo, dobbiamo studiare l’uomo. Questo è quello che vogliamo realizzare e sono certo che ci riusciremo. Abbiamo già avuto successo in molti casi, fino ad oggi; non è abbastanza ma facciamo molta ricerca in questa direzione.”

Q “Giusto, ma il problema è che gli attivisti, di tutto il discorso cha ha fatto, l’unica cosa che capiscono (o vogliono capire, ndr) è che noi non siamo topi di 70 chili.”

A “

Q “E non vogliono assolutamente comprendere che per ora, la ricerca deve ancora comportarsi come se fossimo davvero topi di 70 chili.”

A “Sì, sì, sì.”

Q “Comunque, la maggior parte dei test su animali (ricordiamo che stiamo parlando di tossicologia, ndr) si fa per ridurre i rischi per i volontari dei test clinici (quelli sull’uomo, che precedono la commercializzazione del farmaco, ndr).”

A “E per la sicurezza stessa (alcuni test non verranno mai fatti poi sui volontari, ndr).”

Q “Lei accenna al problema della bassa predittività degli animali, inferiore al 50%, che rende quasi più conveniente il lancio di una moneta.
Possiamo dire che la predittività, testando su un topo, è inferiore del 50%, e che per ottenere un accettabile livello di sicurezza abbiamo bisogno di testare su animali diversi, e che in questo caso (che è pratica comune e obbligo di legge, ndr) le percentuali sono molto migliori ?
Questo significa anche che, se riusciamo a trovare un affidabile metodo alternativo per questo tipo di test, salveremmo diversi tipi di animali con un singolo passo.”

A “Sì, sono completamente d’accordo con questa affermazione. Siamo tutti d’accordo che questi animali sono solo modelli e hanno grandi limiti, però per alcuni scopi con c’è alcuna alternativa oggi e la legge impone il loro uso. Noi speriamo di provare che i metodi in vitro diverranno validi quanto e più di quelli in vivo.”

Q “Lei parla della legge europea (che obbliga ad effettuare i test sugli animali, ndr), ha qualche obiezione in merito o la ritiene giusta ?”

A “Per adesso non esistono opzioni, non c’è niente altro disponibile per gli scienziati.”

Q “Quindi lei concorda con la legge europea che obbliga all’uso della SA fintanto che non esistano metodi alternativi migliori o equivalenti alla SA medesima ?”

A “Sì, finché non ci sono metodi equivalenti o migliori, esatto.”

(La domanda/risposta seguente è sta ricostruita in quanto succo di un colloquio, ndr.)

Q “Quando sviluppate un metodo in vitro come lo testate per controllarne l’efficacia? Usate la SA per questi test ?”

A “Noi usiamo tessuti umani, quindi non ha senso testarli comparandoli con animali e non è permesso (in quanto pericoloso) testarli su umani. Noi compariamo i risultati dei nostri metodi in vitro con i dati epidemiologici esistenti. C’è un nuovo concetto sviluppato da Thomas Hartung chiamato evidence based toxicology, che utilizza gli stessi principi della evidence based medicine (medicina basata su prove di efficacia). Questo approccio prevede la creazione di un database mondiale tossicologico dove ogni ricercatore può inserire i propri dati relativi agli studi fatti e alle prove accertate, e in seguito, tutti quanti potranno accedervi per recuperare le informazioni necessarie per gli studi che stanno effettuando. Ma , di nuovo, stiamo parlando del futuro.

Per la seconda parte della domanda, ho già risposto che noi non usiamo la SA, però, se dovessimo sviluppare dei metodi specifici per la sostituzione di test particolari, come il LD50, che prevede di trovare la dose letale per il 50% degli animali testati, allora dovremmo basarci sugli animali o su informazioni già raccolte con la SA.”

Q “Prima di arrivare alla fase clinica occorre effettuare una serie di test obbligatori, questo non impedisce però, di usare metodi alternativi prima di giungere alla fase dei test obbligatori, giusto ?”

A ” Assolutamente sì, infatti molte industrie già fanno in questo modo.”

Q “Nel nostro parlamento c’è un personaggio che ha dichiarato in TV che negli USA non usano più gli animali perché usano Metodi alternativi (si parla di Michela Brambilla, ndr). Lei che ne dice, negli USA sono così avanti ?”

A “È falso, sì, è falso, è una informazione sbagliata, sbagliata, sbagliata (da scienziato svizzero, il dr. Constant allibisce all’idea che un politico possa mentire così, in parlamento, ndr). In Svizzera abbiamo associazioni animaliste, ma ci sono molte persone competenti che non si limitano a fare lobby politiche, ma si attivano direttamente nella ricerca di metodi alternativi (sarebbe auspicabile che lo stesso accadesse da noi, invece che investire in propaganda, ndr).”

Spero che sia chiaro ora, che quelli che pagano per la SA (per obblighi di legge) sono molto interessati ai metodi alternativi, tanto che sono coinvolti nella loro ricerca, che non sono i “poteri forti” a spingere verso l’uso degli animali, ma la mancanza di alternative.

Spero che sia chiaro che i metodi alternativi vengono prontamente adottati (la legge stessa lo impone) in tutte le fasi che lo consentono.

Spero che sia chiaro che i ricercatori che lavorano con gli animali non lo fanno per sadismo ma per necessità.

Possiamo concludere che l’interesse degli animalisti, dei ricercatori e dell’industria, coincidono, partendo, naturalmente, dalla convinzione che tutti noi diamo la precedenza alla nostra specie e ai nostri cari in particolare, rispetto alla salvaguardia degli animali da esperimento (moscerini, pesci e roditori al 99%). 

Non sono quindi giustificabili le prese di posizione oltranziste che si basano sull’ignoranza dei fatti. Non sono giustificabili nemmeno se si è o si è stati parlamentari oppure se si è o si è stati ministri della repubblica.
L’ignoranza non è e non può essere un punto di vista e la disinformazione fatta per raggranellare il consenso degli incauti non è e non può essere considerata una fonte attendibile e tanto meno autorevole.
L’unico atteggiamento accettabile è la collaborazione per continuare a sostituire gli animali appena si trovano alternative.

  • Il dottor Samuel Constant è co- fondatore e Direttore operativo di Epithelix ( http://www.epithelix.com/ ), una società biotech svizzera specializzata in ingegneria dei tessuti. Epithelix è una società leader nella valutazione in vitro dell’efficacia dei farmaci e della loro tossicità sul tratto respiratorio umano . Epithelix ha sviluppato una speciale tecnologia che permette di riprodurre in 3D tessuti delle vie aeree umane in vitro e test per lo studio di patologie respiratorie come asma , fibrosi cistica e malattie polmonari ostruttive croniche (BPCO) . Samuel è il responsabile della gestione globale e del business development della società, e si occupa anche di collaborazioni esterne con gruppi di ricerca pubblici e privati e delle questioni finanziarie .

    Negli ultimi sei anni , il dottor Samuel Constant e il suo team hanno concentrato i loro sforzi di ricerca sullo sviluppo di nuovi approcci in vitro per studiare l’effetto degli xenobiotici inalati sul tratto respiratorio umano . I suoi sforzi hanno portato allo sviluppo di:
    – Metodi di prova a ripetuta tossicità di xenobiotici ( 90 giorni, ripetuta esposizione alla dose).
    – Metodi di valutazione di assorbimento e metabolismo respiratorio.
    – Metodi di valutazione di infiammazione polmonare e nuovi metodi in vitro per identificare gli allergeni respiratori.
    Dal 2006 , il Dr. Samuel Constant e il suo team hanno vinto 14 premi per i loro successi scientifici, per la loro innovazione tecnologica e per lo sviluppo degli affari.

Equipe Epithelix

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